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An Introduction To Vulcanology


Certe volte la creatività riesce a concretizzarsi, e quando questo succede i risultati sono spesso straordinari: è questo il caso dei quattro artisti di Vulcanophono, quattro realtà creative estremamente vive e attive nel territorio modenese (ma non solo) che hanno deciso di unire le forze per fare ed emergere. Singolarmente di traguardi ne hanno già raggiunti parecchi, in questi mesi, e i loro nomi forse non vi saranno propriamente nuovi (alcuni li abbiamo già recensiti anche noi su queste pagine), ma se volete conoscerli meglio l'occasione giusta è il 15 aprile 2012 in Tenda – a Modena, in viale Monte Kosica – con “An Introduction To Vulcanology”
Per capire meglio il progetto, e cosa succederà durante la giornata di domenica, abbiamo rivolto qualche domanda a ED. Anche se la risposta, come ci si poteva aspettare, è arrivata in maniera corale da tutte le bocche di Vulcanophono.

Innanzitutto spiegaci un po' cos'è Vulcanophono, perché avete scelto di darvi questo nome e cos'è la “vulcanology” che presenterete al pubblico il 15 aprile in Tenda? 
Vulcanophono è un collettivo musicale,una fabbrica di idee ed emozioni che esplodono con tutta la violenza di un vulcano. Vulcanology è il manifesto del Vulcanophono, è il nome dell'evento del 15 aprile ma è anche la “scienza che studia il Vulcanophono”, un approccio in chiave ironica a questa nuova realtà emergente. 

Come è nata e quando l'idea di mettere insieme il collettivo, da quali necessità? 
Ritengo che alla base dell'arte ci sia un magma di pulsioni, urgenze ed energia. Vulcanophono è un' idea di un gruppo di amici che si incontrano, condividono la stessa passione e hanno una profonda stima reciproca. Si tratta di un collettivo fatto da individui diversi, ma con affinità e divergenze che danno vita ad una miscela più ricca di quello che sarebbero se presi singolarmente.

Temporalmente, però, l'embrione del progetto quando è nato? Se quella del 15 si può considerare come la presentazione ufficiale, è anche vero che il nome Vulcanophono gira già da un po'... 
Vulcanophono esiste come idea da piu' stagioni, è partito tutto con il tour USA di ED e Angus McOg. Poi in questi mesi ci sono state riunioni, concerti visti insieme, cene casalinghe e tutto quello che serve a vedere cose che da soli hanno un altra luce. Abbiamo organizzato piccoli eventi in posti diversi per abitudini e frequentazioni, per farci conoscere e per dimostrare come le cose fatte con passione e competenza possano interessare diverse individualità. La fase embrionale è sempre la più elaborata, quindi siamo “usciti allo scoperto” solo adesso, per questioni di tempo e di organizzazione. 

Raccontaci in breve quali sono gli artisti in Vulcanophono, e cosa possiamo aspettarci dalla data in Tenda... 
Angus McOg, Setti, ED, Rashomon: quattro diversi tra loro a rappresentare il senso del collettivo, che fa dell'eterogeneità stilistica un valore e non un limite. Il 15 aprile è una sorta di “Piacere di conoscervi, noi siamo il Vulcanophono”. Potete aspettarvi una gran bella serata: buona musica e gli A Classic Education - il miglior gruppo italiano, a nostro parere - di ritorno da un tour di 2 mesi negli USA, autori di un disco e di un percorso che deve essere motivo d'orgoglio e stimolo per chi vuole fare musica in Italia. Spazio poi per il mercatino vintage ed etichette italiane indipendenti, che porteranno il proprio contributo musicale presentando i frutti del loro lavoro. 

Giusto, ci puoi spiegare un po' la presenza degli A Classic Education? Dato che la serata è una presentazione di Vulcanophono immagino che ci sia qualcosa che vi lega alla band, che non saranno presenti in veste di headliner e basta. 
Siamo amici, e gli ACE sono prima di tutto un gruppo che piace davvero tanto ad ogni membro del collettivo. Sono un esempio, in questi tempi di inflazione mediatica e di cambiamento radicale della diffusione della musica, perché sono quelli che hanno sempre avuto ben chiaro cosa volevano fare e l'hanno fatto. Attraverso viaggi, investimenti e sacrifici, senza mai rinunciare ai propri sogni. 

Qual è secondo te il futuro di Vulcanophono, o qual è comunque la direzione che vorreste dargli?
Fare, fare e fare con criterio, seguendo il nostro gusto e la nostra poetica. Subito si parlava di autopromozione, di mettersi assieme e darsi una mano. Ora queste quattro individualità musicali non sono più l'unico "motivo" del collettivo, anzi! Non si tratta di creare un sentiero facilitato per noi 4. Collaborare con realtà già avviate per apportare un valore stilistico aggiunto (cosa che accadrà in primis al Friction Festival di quest'anno, in cui abbiamo curato parte della direzione artistica). Una delle direzioni è si sicuro quella di una buona diffusione della musica live. 

Quindi pensate di aprirvi anche ad altri artisti, se queste dovessero farsi avanti? Oppure preferite rimanere un collettivo legato più da rapporti di amicizia, e continuare ad organizzare le vostre cose? 
I rapporti di amicizia fra di noi sono nati in massima parte dalla reciproca stima artistica, perché si apprezzava il lavoro degli altri. Probabilmente lo si apprezza per una sensibilità comune, che indubbiamente influisce sul lato umano (che non è secondario), come è naturale che sia. Però con Vulcanophono si vogliono fare delle cose belle insieme costruendoci attorno un'identità che si sta lentamente autodeterminando, non un picnic con gli amici. E le cose belle, fatte con passione, non sono nostre, sono di tutti. Esempio concreto: ci sono state e ci saranno serate promosse da Vulcanophono in cui nessuno del collettivo si è esibito, è stato tutto molto bello e molto nostro, a mio parere. Identità non vuol dire chiusura. Per il futuro poi si possono interrogare le stelle, magari dall'astronave di Vulcanology.



a.l.

Ed - Lights On Lights Out


Un Ep che fa sperare in una futura edizione su vinile. Lights On Lights Out (gran bel titolo): tre tracce che lasciano intravedere un possibile cambio di direzione nella produzione di Ed: deciso a mantenere una riconoscibile alta reverenza nei confronti della galassia musicale pre-walkman, ma con la giusta dose di influenza indie alimentata con tutta probabilità da Beatrice Antolini che ha prodotto e co-arrangiato l’Ep.
Zombie My Dear è sicuramente la traccia in cui questa sferzata è più tangibile, forse perchè è il pezzo più acceso, o per lo sposalizio basso/batteria, in ogni caso c’è qualcosa che cattura l’attenzione in quanto leggermente destabilizzante rispetto all’andatura solitamente rassicurante delle ritmiche di Ed.
Anche la traccia d’apertura Your Symphony sembra esser meno accondiscendente con le marcate influenze delle passate creazioni, pur mantenendo un’atmosfera “instagram” lancia oltre il microfono un la per una stagione creativa più personale in grado di creare atmosfere immaginifiche come in Down the Shades, ma sentendole ancora più Ed, più eddizzate, più eddizzanti.

d.m.



https://www.facebook.com/cozmicsleepin
http://soundcloud.com/edband

Setti - La raccolta dei supperrybes ovvero l'arte di riarrangiarsi


Troppo semplice definirlo semplice. Setti profetizza il back to the 80’s in tutto tranne che per la musica. Mi spiego meglio, superati i gargarismi di acido anni ‘90 e le band-in-a-box degli anni ‘00, mi ritrovo spaesato ad ascoltare qualcosa di non contorto, spiazzato da una semplicità antipop e ingenua per finta. Setti da l’idea di divertirsi a comporre ed arrangiare i propri pezzi, orecchiabilissimi, confortanti nei suoni e rassicuranti nelle rime. L’insieme risulta un gioco di gruppo in cui ti immagini amici che si divertono a fare i cori dopo aver passato una serata ad infilare le dita nei piattini di pasta al ragù.
Pezzi come Tè alla Menta e Frigo hanno quell’effetto di meraviglia davanti a qualcosa di appena scoperto e di immediata comprensione, “sei come un frigo, riesci ad illuminarti solo quando ti apri un po’ “ non ha un sapore comico ma Zen, degno di un tipo di messaggistica pubblicitaria anni ’80 che non è bella perchè “amarcord” ma perche diretta, semplice e fiabesca. Anche la rudimentalità delle registrazioni (tutto home-made) non fa altro che amplificare questo senso di comfort casalingo che l'ultimo Ep La Raccolta dei Superrybes ovvero l'arte di riarrangiarsi (disponibile in free-download) suscita.

d.m.